Inaugurazione Master Big Data – Tor Vergata

Le nuove professioni

Dal Messaggero di lunedì 18 gennaio A. Carpodossi, pg. 16: Internet ha cambiato il mondo, ha generato la nascita di figure inedite come il programmatore, lo specialista del marketing online oppure il web e graphic designer. Poi sulla ribalta sono arrivati data scientist, reputation manager, sviluppatori di applicazioni mobili, online-store manager, esperti di realtà aumentata e altri ruoli basati sulla specializzazione. A unire i due filoni è il livello di occupazione, con l’offerta sempre molto più abbondante dell’effettiva disponibilità. Alcuni li definiscono i nuovi guru del web, per altri sono invece simili ai vecchi consulenti in grado, però, di miscelare diverse abilità per destreggiarsi in più campi. Di certo c’è che sono elementi cruciali per la crescita aziendale, perché forniscono informazioni suggerendo predizioni. Possedere un profilo da ricercatore non è perciò sufficiente, così come contare su un percorso economico, oppure una carriera da informatico, perché il data scientist è un battitore libero che si muove tra i vari livelli aziendali. Se Usa e Regno Unito hanno anticipato i tempi, in Italia il livello degli occupati in tale posizione è salito del 15% solo nell’ultimo anno. Merito dei tanti master e corsi post universitari dedicati al tema. Oracle ha scelto la Luiss di Roma, Generali l’Università di Pisa, Vodafone e IBM l’Università di Bologna. Dalla scorsa settimana si è aggiunta l’Università di Tor Vergata (Roma), che ha attivato un Master biennale di II livello “Big Data in Business: discovering & leveraging fo value creation”, dove a differenza degli altri casi ai 25 studenti selezionati non viene richiesto un euro poiché sono Telecom ed Ericsson a sostenere gli oneri. “Il mondo dei big data è ormai una realtà con una specializzazione che si muove ai confini di diverse discipline. Le imprese ne hanno grande bisogno e i ragazzi che usciranno dal master saranno al 100% impiegati”, spiega Marco Patuano, A.D. Tim Italia che a proposito del finanziamento agli studenti evidenza che “se da noi è la prima volta, negli Usa è la normalità e l’esempio migliore sono le centinaia di milioni di dollari investiti da Google per formare i nuovi data scientist”.

Le nuove professioni del Web Visualizza Articolo da PC/Ipad Visualizza Articolo da BlackBerry